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Frutta e verdura diminuiscono i livelli di stress

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    Lo studio ha esaminato la correlazione tra i livelli di stress e l'apporto di frutta e verdura di più di 8600 australiani tra i 25 e i 91 anni, che hanno partecipato a uno studio su diabete, obesità e stili di vita del Baker Heart and Diabetes Institute. È emerso che coloro che mangiavano almeno 470 grammi di frutta e verdura ogni giorno, riportavano livelli di stress più bassi del 10% rispetto a chi invece ne consumava 230 grammi. Le linee guida dell'OMS prevedono infatti un apporto minimo quotidiano di 400g di frutta e verdura.   Molti dei meccanismi sottostanti all'influenza di verdura e frutta sullo stress non sono ancora del tutto noti. Si ipotizza che un ruolo importante venga giocato dai nutrienti chiave, quali vitamine, minerali, flavonoidi e carotenoidi che sappiamo essere in grado di ridurre l'infiammazione e lo stress ossidativo. Ciò aiuterebbe a migliorare la salute mentale.   Lo stress ossidativo e i processi infiammatori del nostro co...

Fare colazione migliora umore e tempi di reazione

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  Uno studio italiano ha misurato le performance e l'umore dei partecipanti prima e dopo aver fatto colazione, con caffè e croissant. Si è osservato che sia l'umore, riferito dai soggetti, che le abilità cognitive, misurate nei test come i tempi di reazione, migliorano in seguito alla colazione, e variano a seconda dell'apporto proteico o glicemico dell'alimento. 📊 Sono stati reclutati 40 adulti italiani, divisi in gruppi a seconda della condizione da studiare, ed è stato chiesto loro di riferire una serie di stati fisiologici e affettivi, come fame, stanchezza, sete, e felicità, eccitazione, relax, ecc. In seguito sono stati somministrati dei compiti cognitivi al computer, per valutare la performance, sia prima che dopo la colazione. Quest'ultima poteva essere a base di un caffè espresso amaro e un croissant integrale o proteico. ☕ Dai risultati si è visto come la colazione migliorasse l'umore e lo stato fisiologico dei soggetti, nonché la memori...

Energy drink correlati a stress, ansia e depressione

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  Secondo uno studio longitudinale, l'assunzione di energy drink risulterebbe correlata ad ansia, depressione e stress, in un campione di ventenni. La ricerca ha rilevato le variazioni relative alla sintomatologia psicologica e il comportamento alimentare in una finestra temporale di due anni. 📊 Lo studio ha coinvolto 429 individui di 20 anni. Sono stati fatti compilare dei questionari relativi al consumo di enerdy drink e a sintomi psicologici, tra cui ansia e depressione. Tali misure sono state condotte anche due anni dopo, quando i soggetti avevano 22 anni, e i risultati sono stati poi analizzati statisticamente. 📉 I dati mostrerebbero che coloro che in quei due anni sono diventati bevitori di energy drink hanno anche riportato dei maggiori punteggi nei livelli di stress. A differenza delle femmine, i maschi che hanno iniziato ad assumere energy drink mostrerebbero un aumento dei punteggi relativi a depressione, ansia e stress ⚠️ Il nesso causale non può però essere stabilito....

Dieta mediterranea associata a memoria e ragionamento migliori

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Seguire una dieta mediterranea, principalmente a base di verdure a foglia verde, risulterebbe associato a una migliore memoria e migliori abilità cognitive, soprattutto in terza età, mentre una dieta a base di cibi lavorati appare correlata a un QI più basso. 📊 La ricerca ha indagato le abilità di ragionamento di 500 persone di circa 79 anni e prive di demenza. I partecipanti dovevano completare dei test di risoluzione dei problemi, velocità di ragionamento, memoria, e conoscenza verbale, nonché compilare un questionario relativo alle loro abitudini alimentari nell'ultimo anno, 🔬 350 partecipanti si sono sottoposti anche a una risonanza magnetica per approfondire la struttura cerebrale e analizzarne i dati attraverso modelli statistici volti alla ricerca di associazioni tra la dieta dell'individuo e le abilità di ragionamento e la salute cerebrale. 📊 Dai risultati, le persone che più aderivano a un regime alimentare di tipo mediterraneo mostravano anche maggior...

Livelli di insulina e IMC infantili correlati a depressione e psicosi

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Una ricerca¹ della University of Cambridge ha rilevato una correlazione tra alti livelli di insulina e indice di massa corporea con la possibilità di sviluppare disturbi psichici come depressione e psicosi da adulti. Ciò può rappresentare un target per il trattamento e la prevenzione dei disturbi cardiometabolici correlati a tali psicopatologie. La ricerca è stata pubblicata su JAMA Psychiatry. L'analisi ha voluto indagare come diabete e obesità, comuni in individui affetti da psicosi o depressione, possano non essere considerati necessariamente come la conseguenza di questi disturbi psichici, ma possibilmente anche come la causa, o almeno avere un ruolo nello sviluppo di tali psicopatologie. I risultati evidenzierebbero che alti livelli di insulina durante l'infanzia sarebbero statisticamente correlati a una maggiore possibilità di sviluppare psicosi in età adulta. In più, si è anche visto che una aumento nell'Indice di Massa Corporeo (IMC) durante la pubertà sarebbe corr...

La riduzione dei microbi intestinali incide sul sonno

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Una ricerca ha rilevato che la carenza di microbi intestinali diminuirebbe la disponibilità dei neurotrasmettitori serotonina e dopamina e di altri metaboliti utili come quelli della vitamina B6, e altererebbe significativamente i cicli sonno-veglia, in topi di laboratorio. I ricercatori hanno voluto indagare come i metaboliti intestinali, cioè le sostanze prodotte dalla digestione dei nutrienti da parte dei microbi nostri ospiti, possano influenzare il sonno. 📊 A un gruppo di topi sono state somministrate dosi di antibiotico per 4 settimane, per ridurre la diversità dei batteri intestinali, e di conseguenza anche i metaboliti da essi prodotti. Si è visto che così facendo, le vie biologiche risultate più colpite erano quelle che aiutano a produrre neurotrasmettitori nell'intestino, tra cui quelli che permettono di creare la serotonina (a partire dall'amminoacido triptofano). I topi erano carenti anche dei metaboliti della vitamina B6, che accelerano la produzion...

Il bisogno di socialità basilare come la fame

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Le persone bramano il contatto sociale così come bramano il cibo. Fame e solitudine attiverebbero in maniera simile le stesse regione cerebrali. Ciò suggerisce che il bisogno sociale sarebbe tendenzialmente innato, e alla base delle necessità umane principali. 📊 Uno studio pubblicato su Nature Neuroscience ha analizzato attraverso la risonanza magnetica funzonale (fMRI) l'attivazione cerebrale dei soggetti, posti in diverse condizioni, cioè di deprivazione alimentare o sociale (isolamento), per un tempo predefinito. Sono state presentate immagini che ritraevano diversi stimoli, tra cui quelli del tipo di deprivazione a cui erano sottoposti, cioè cibo o persone. Non sorprende che ad attivarsi erano le relative aree che avvertivano tale "carenza". 💡 In maniera interessante, le principali aree cerebrali che si attivavano maggiormente, sia per il bisogno di cibo che di socialità, erano la substantia nigra e l'area tegmentale ventrale (SN/VTA). Queste regioni sono coinvo...

L'obesità infantile può accorciare la vita

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   🧬 Una ricerca del Baylor College of Medicine ha mostrato che l'iperalimentazione infantile, nelle cavie, portava a metilazione del DNA, modifiche che accorcerebbero gli anni di vita, e che si verificano solitamente dopo la mezza età. 🐁 Nella ricerca, un gruppo di topi riceveva un'alimentazione normale, a un altro gruppo invece veniva concesso di mangiare a sazietà (dieta ricca in grassi). Quest'ultimo gruppo aveva una vita media più corta dell'altro, e mostrava dei cambiamenti epigenetici, cioè modifiche del DNA dovute a cause esterne. Nello specifico, la metilazione che si è vista associata al diabete di tipo 2, sarebbe dovuta alla sovralimentazione infantile. Nell'essere umano, i metili tendono a essere rilevabili dopo la mezza età. Ciò farebbe pensare che la sovralimentazione da bambini potrebbe anticipare questo fenomeno e di conseguenza ridurre la durata della vita. Fonte : 📄 Sandoval‐Sierra, J. V., Helbing, A. H., Williams, E. G., Ashbrook, ...

Il digiuno intermittente migliorerebbe l'umore in modelli di lavoratori turnisti

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   In una ricerca sperimentale su ratti, il digiuno intermittente permetterebbe di attenuare i danni della rottura dei ritmi circadiani dovuti ai turni lavorativi, come quelli notturni. 🕒 In diversi studi i turni lavorativi sono risultati fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi cardiaci e metabolici, ulcere peptiche, cancro, e psicologici come la sindrome da burn out, ansia, e depressione. Ciò sarebbe dovuto all'interruzione dei naturali ritmi circadiani (l'orologio biologico), e al relativo slittamento nel consumo dei pasti. 🐀 I ricercatori hanno verificato che la rottura dei ritmi circadiani producesse alterazioni dell'umore e neuroinfammazione nelle aree cerebrali di regolazione emotiva, quindi hanno applicato alle cavie un particolare regime dietetico, il digiuno intermittente. In seguito al cambio di alimentazione, sia l'infiammazione che le manifestazioni depressive e ansiose sono diminuite. 💡 I ritmi circadiani possono essere rafforzati da...