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Visualizzazione dei post con l'etichetta stress

La caffeina non controbilancia la privazione di sonno

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  La privazione di sonno porta a una serie di compromissioni cognitive ben note, sebbene non siano ancora chiari tutti i meccanismi sottostanti. La caffeina è la sostanza più utilizzata per combattere la stanchezza da mancanza di sonno, ma ha i suoi limiti. 📊 I ricercatori hanno messo alla prova i processi cognitivi di 276 partecipanti. I soggetti completavano una serie di test relativi all'attenzione visiva e la capacità di placekeeping, cioè di eseguire compiti complessi che prevedono vari step e pause. Sono stati quindi divisi in due gruppi: un gruppo tornava a casa a dormire, l'altro gruppo passava la notte nel laboratorio, senza dormire. ☕ La mattina dopo, ai soggetti veniva data una compressa di 200mg di caffeina o in alternativa un placebo. Quindi si sono ripetuti i test cognitivi. La mancanza di sonno si è visto compromettere entrambi i compiti, come già visto in altri studi. Tuttavia, la caffeina è risultata controbilanciare parte di queste compromissioni, ma specific...

Frutta e verdura diminuiscono i livelli di stress

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    Lo studio ha esaminato la correlazione tra i livelli di stress e l'apporto di frutta e verdura di più di 8600 australiani tra i 25 e i 91 anni, che hanno partecipato a uno studio su diabete, obesità e stili di vita del Baker Heart and Diabetes Institute. È emerso che coloro che mangiavano almeno 470 grammi di frutta e verdura ogni giorno, riportavano livelli di stress più bassi del 10% rispetto a chi invece ne consumava 230 grammi. Le linee guida dell'OMS prevedono infatti un apporto minimo quotidiano di 400g di frutta e verdura.   Molti dei meccanismi sottostanti all'influenza di verdura e frutta sullo stress non sono ancora del tutto noti. Si ipotizza che un ruolo importante venga giocato dai nutrienti chiave, quali vitamine, minerali, flavonoidi e carotenoidi che sappiamo essere in grado di ridurre l'infiammazione e lo stress ossidativo. Ciò aiuterebbe a migliorare la salute mentale.   Lo stress ossidativo e i processi infiammatori del nostro co...

Psilocibina antidepressiva efficace come escitalopram

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    🍄 Negli ultimi anni diversi studi hanno rilevato i sorprendenti effetti benefici di molecole psicoattive come la psilocibina, presente in alcuni tipi di funghi ("magic mushrooms"), sul benessere psicologico. 📊 Uno studio ha verificato attraverso un trial clinico di 6 settimane gli effetti di un antidepressivo (escitalopram) e quelli della psilocibina, su un campione di 59 individui. Sono stati fissati quindi dei risultati primari (risonanza magnetica funzionale) e dei risultati secondari (sintomi depressivi tra cui disturbi del sonno, umore depresso, ideazione suicidaria, fatica, agitazione psicomotoria ecc.). A un gruppo è stato fatto assumere l'escitalopram in combinazione a una dose di psilocibina così bassa (1mg) da non sortire alcun effetto. All'altro gruppo invece è stata fatta assumere solo psilocibina (25mg). Tutti i partecipanti hanno ricevuto supporto psicologico. I risultati mostrano, nella risonanza magnetica, cioè il risultato primario, una differen...

Stress di vita correlati a malessere fisico ma non cognitivo

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  Gli eventi stressanti, secondo una ricerca, avrebbero sì un impatto negativo sull'organismo, con sintomi fisici, e sull'umore, ma allo stesso tempo potrebbero influenzare positivamente la mente, rappresentando delle sfide da affrontare, che così a migliori capacità cognitive. 📊 Lo studio ha raccolto i dati provenienti da 2711 partecipanti. Sono stati effettuati dei test cognitivi all'inizio dello studio; in seguito, ai soggetti venivano poste ogni sera, per 8 sere consecutive, domande circa l'umore, eventuali condizioni croniche, sintomi fisici come mal di testa, tosse, e cosa facessero durante il giorno. 📝 I partecipanti inoltre riportavano anche il numero di eventi stressanti, come discussioni con amici o familiari, problemi al lavoro, e il numero di esperienze positive, del tipo ridere con qualcuno a casa o al lavoro, o altre esperienze fatte nelle 24 ore precedenti. 📊 Dopo aver analizzato i dati, dai risultati si evince che coloro che non hanno riferito stresso...

Energy drink correlati a stress, ansia e depressione

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  Secondo uno studio longitudinale, l'assunzione di energy drink risulterebbe correlata ad ansia, depressione e stress, in un campione di ventenni. La ricerca ha rilevato le variazioni relative alla sintomatologia psicologica e il comportamento alimentare in una finestra temporale di due anni. 📊 Lo studio ha coinvolto 429 individui di 20 anni. Sono stati fatti compilare dei questionari relativi al consumo di enerdy drink e a sintomi psicologici, tra cui ansia e depressione. Tali misure sono state condotte anche due anni dopo, quando i soggetti avevano 22 anni, e i risultati sono stati poi analizzati statisticamente. 📉 I dati mostrerebbero che coloro che in quei due anni sono diventati bevitori di energy drink hanno anche riportato dei maggiori punteggi nei livelli di stress. A differenza delle femmine, i maschi che hanno iniziato ad assumere energy drink mostrerebbero un aumento dei punteggi relativi a depressione, ansia e stress ⚠️ Il nesso causale non può però essere stabilito....

Stress e carenza di sonno: effetti simili a sindrome post-concussiva.

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La mancanza di sonno, stress e difficoltà psicologiche sarebbero i tre principali fattori, rilevati da una ricerca, in grado di predire una sintomatologia simile a quella post-concussiva, anche in assenza di trauma cranico. Lo studio è stato condotto su 31.000 atleti, tra studenti e cadetti militari altamente allenati, in condizioni fisiche ottimali. 📊 I partecipanti allo studio erano cadetti delle accademie del servizio militare statunitense, e studenti dell'associazione atletica NCAA. Tra l'11% e il 27% dei partecipanti allo studio, atleti in salute senza casi riportati di recenti traumi cranici, rientravano nei criteri per una sindrome post-concussiva, come definita dal sistema internazionale di classificazione delle malattie (ICD-10). I sintomi più comunemente riportati erano infatti affaticamento o bassi livelli di energia, e sonnolenza. ⚠️ È noto anche che la carenza di sonno abbia effetti negativi sul cervello al pari di un'intossicazione da alcol. Gli ...

I film horror hanno preparato alla pandemia

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   📊 A inizio pandemia, nell'aprile 2020, quando cioè dominava l'incertezza, sono stati reclutati 310 soggetti, che hanno completato una serie di test tra cui preferenze di fiction e tratti di personalità. 🎥 Gli appassionati di storie horror e soprannaturali hanno mostrato una resilienza psicologica più forte, a inizio pandemia. Inoltre, anche guardare film con tematiche di sconvolgimenti sociali è risultato associato a una migliore preparazione per la pandemia. 💡 I fan degli horror percepirebbero meno stress psicologico, mentre gli amanti del survivalismo (zombie, invasioni aliene, apocalisse...) avrebbero sperimentato minori problematiche nella vita quotidiana durante il pieno della pandemia. La resilienza invece sarebbe più forte negli amanti del morboso. Fonte: 📄 ¹ Scrivner, C., Johnson, J. A., Kjeldgaard-Christiansen, J., & Clasen, M. (2020). Pandemic practice: Horror fans and morbidly curious individuals are more psychologically resilient during the...

Buona o cattiva genitorialità? Dipende dai livelli di ossitocina e dal suo gene

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📊 Uno studio ha esaminato la relazione tra la modifica del dna, tramite metilazione del gene OXT dell'ossitocina, e l'empatia, in madri di bimbi piccoli. È stata trovata una correlazione tra la modifica del gene e il distress personale, nonché un volume ridotto di materia grigia in aree coinvolte nell'empatia. I risultati aiutano a comprendere meglio i fattori epigenetici e neurochimici di fenomeni psicologici e comportamenti genitoriali. 💕 L'empatia è una capacità alla base della buona genitorialità, e si può dividere in cognitiva e affettiva. È noto che l'empatia e il comportamento genitoriale empatico e sensibile siano influenzati dai livelli di ossitocina nell'organismo. Inoltre, si sa che la somministrazione intranasale di ossitocina possa aumentare l'empatia emotiva (ma non cognitiva) in risposta a stimoli emotivi. Lo studio ha approfondito il ruolo del gene OXT che 🧬 La metilazione del DNA può essere influenzata, tra i vari fattori, anche dalle ste...

La riduzione dei microbi intestinali incide sul sonno

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Una ricerca ha rilevato che la carenza di microbi intestinali diminuirebbe la disponibilità dei neurotrasmettitori serotonina e dopamina e di altri metaboliti utili come quelli della vitamina B6, e altererebbe significativamente i cicli sonno-veglia, in topi di laboratorio. I ricercatori hanno voluto indagare come i metaboliti intestinali, cioè le sostanze prodotte dalla digestione dei nutrienti da parte dei microbi nostri ospiti, possano influenzare il sonno. 📊 A un gruppo di topi sono state somministrate dosi di antibiotico per 4 settimane, per ridurre la diversità dei batteri intestinali, e di conseguenza anche i metaboliti da essi prodotti. Si è visto che così facendo, le vie biologiche risultate più colpite erano quelle che aiutano a produrre neurotrasmettitori nell'intestino, tra cui quelli che permettono di creare la serotonina (a partire dall'amminoacido triptofano). I topi erano carenti anche dei metaboliti della vitamina B6, che accelerano la produzion...

Il covid può causare disturbi psichiatrici

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Chi ha avuto il covid potrebbe correre un maggior rischio di sviluppare sintomi psichiatrici; avere già una diagnosi psichiatrica invece potrebbe rendere più vulnerabili al covid. 📊 Un'analisi¹, pubblicata su Lancet, dei dati di 69milioni di soggetti (USA) colpiti dal covid ha rilevato questa associazione statistica. Emergerebbe che quasi il 6% delle persone infettate avrebbe poi manifestato, tra i 14 e i 90 giorni dopo la diagnosi di covid, un disturbo psichiatrico come schizofrenia o disturbi nevrotici, legati a stress e somatoformi. I meccanismi sottostanti non sono stati ancora identificati, i dati suggerirebbero la possibilità che le condizioni psicologiche sarebbero la conseguenza di condizioni biologiche dovute alla malattia, come la dispnea o il tipo di risposta immunitaria. La scoperta che, viceversa, avere una condizione psichiatrica renderebbe più vulnerabili al covid sarebbe presumibilmente attribuibile o al tipo di psicofarmaci assunti o allo stato proinfiammatorio c...

L'inquinamento fortemente correlato a disturbi mentali e psicosi

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🏭 Uno studio londinese¹ ha rilevato una forte correlazione tra la concentrazione di agenti inquinanti, come diossido di azoto (NO2) e particolato (come PM10), e le probabilità di sviluppare un disturbo mentale, che aumenterebbero dal 18% al 39%. L'aumento raddoppierebbe invece per i disturbi mentali comuni, con livelli di inquinamento relativamente più modesti. 📊La concentrazione di inquinanti, nello studio, era rilevata in corrispondenza dell'indirizzo di abitazione dei singoli soggetti. I ricercatori hanno rilevato, oltre ai disturbi comuni come depressione e ansia, anche una correlazione con sintomi fisici associati a stress, come mal di stomaco, dispnea, difficoltà a dormire. L'esposizione al PM10 è risultata associata a un aumento del 33% di possibilità di sperimentare episodi psicotici. 💡 Lo studio in questione non è il primo a occuparsi di questo problema, anzi. Per esempio, nel 2019 una ricerca² aveva rilevato una simile associazione con disturbi psichiatrici in ...

La covid ha favorito il sonno degli adolescenti?

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Uno studio canadese ha rilevato che, grazie allo slittamento dell'orario di lezione nella didattica a distanza durante il lockdown (2 ore), gli adolescenti hanno beneficiato di miglior qualità del sonno, minore stress, minore sonnolenza diurna, maggiore allerta e di conseguenza performance cognitive più ottimali. 💡 Il sonno in adolescenza segue ritmi biologici diversi da quelli degli adulti, con un leggero shift in avanti. Da sempre i genitori hanno rimproverato ed etichettato i figli come "pigri" e "svogliati" per la difficoltà di andare a letto e svegliarsi presto. In realtà, è l'orologio biologico a dettare il passo, per questo motivo forzare routine insostenibili è infruttuoso e di conseguenza dannoso. ⚠️ Limitazioni della ricerca: campione troppo piccolo (45 soggetti), non rappresentativo (principalmente ragazze), mancanza di misure oggettive di misurazione del sonno (dati ottenuti direttamente dai soggetti tramite interviste semistrutturate). Ciò nono...

Il digiuno intermittente migliorerebbe l'umore in modelli di lavoratori turnisti

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   In una ricerca sperimentale su ratti, il digiuno intermittente permetterebbe di attenuare i danni della rottura dei ritmi circadiani dovuti ai turni lavorativi, come quelli notturni. 🕒 In diversi studi i turni lavorativi sono risultati fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi cardiaci e metabolici, ulcere peptiche, cancro, e psicologici come la sindrome da burn out, ansia, e depressione. Ciò sarebbe dovuto all'interruzione dei naturali ritmi circadiani (l'orologio biologico), e al relativo slittamento nel consumo dei pasti. 🐀 I ricercatori hanno verificato che la rottura dei ritmi circadiani producesse alterazioni dell'umore e neuroinfammazione nelle aree cerebrali di regolazione emotiva, quindi hanno applicato alle cavie un particolare regime dietetico, il digiuno intermittente. In seguito al cambio di alimentazione, sia l'infiammazione che le manifestazioni depressive e ansiose sono diminuite. 💡 I ritmi circadiani possono essere rafforzati da...

Il lavoro fisico duro aumenta il rischio di demenza

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   Uno studio longitudinale ha evidenziato che l'attività fisica intensa, lavorativa, e non quella sportiva del tempo libero, sarebbe correlata a una maggior incidenza di demenza. Le due forme di attività fisica potrebbero quindi avere effetti diversi, positivi e preventivi quelli dello sport, negativi quelli dello stress fisico occupazionale. 📊 Dai dati, ottenuti dai soggetti maschi del Copenaghen Male Study, appare che gli accorgimenti per una buona salute vengono adottati principalmente da persone più istruite, mentre quelle meno istruite tendono a presentare più problemi legati a sovrappeso, dolori, e una peggiore forma fisica, nonostante il livello di attività fisica complessivo sia anche superiore. I risultati si confermerebbero anche considerando altri possibili fattori come età o uso di alcol o tabacco. 💡 Gli effetti negativi agirebbero verosimilmente sulla circolazione sanguigna, inclusa quella cerebrale. Ciò porterebbe quindi anche allo sviluppo di d...